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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

RISVEGLIO

Il torpore va via, così l’incoscienza. Svaniscono, imprigionati da sbarre a limitarne le mosse, le ultime tracce del sogno, proiezione di desideri e speranze. Sensazioni fluttuanti permangono, mentre i pugni serrati osservo che niente stringono, solo vuoto afferrano. Lentamente, apro gli occhi, una nebbia si pone allo sguardo. Focalizzo, cerco la dimensione, mentre la consapevolezza dell’istante, subentra, spazzando resti di pie illusioni. Abbraccio luce, scaccio tenebre, un debole raggio esitante s’incolla, gioca su nuda parete. Il nuovo giorno, il respiro della vita è qui accanto a me, m’accompagna per mano rinnovandosi, in un ciclo perenne del divenire.
Rita vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

E CI SEI

Un campo arato d’erbacce estirpato,
rare zolle pietrificate al dolore,
raccolte e offerte al vincitore.
Uno sparuto spaventapasseri
di cenci vestito, brandelli
di vita celati.
Nell’immenso muto, odo il vento 
sibilare asciutto.
E’ ingannevole la stasi esistenziale 
immobile in attimi stillanti d’effimere
chimere.
Sotto un cielo azzurro, raggi
penetranti, reminiscenze 
dormono arate.
Immaginando l’eternità 
in mentire d’ingannevole 
ebete stato, ascolto il respiro
dell’anima che beve.
Sorridi anima, sei qui.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

VIVE QUI LA VITA

Trovare speranza in ramo secco.
La natura ha abbandonato,
ferito ramo che muore piano
al triste destino.
Non irrorato, non omaggiato
da sguardi meravigliati, silente
al muro morente.
Quasi reciso da mano abile,
il destino ha deciso...
Tenero fiore dal colore
del sole, nato a forza, solitario,
in dono all’occhio di chi assorbe
nutre del messaggio velato.
Vive qui la vita.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

NATURA

Soffi gelidi, in nero cielo,
intimidiscono tenere gemme.
Si piegano al vento, abbattute,
verdi fili che suonano nenie
tristi.
Dominano i corsari del cielo,
mentre borbottii vicini
si preparano alla battaglia.
E’ violenza, senza tregua.
Un vincitore nell’assoluto
silenzio che non placa
le anime che vagano
irrequiete in sete
di assoluzioni, requie
eterne!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

DIARIU

DIARIU

'Nta 'na sulitaria stanza staiu,
attenta taliu, di la finistredda,
lu celu cu li so grossi negghi
chi lesti canciunu di forma
e poi currennu si 'nccoddunu.
Subitu mi veni di iri a pinzari
a lu tempu chi sempri scurri
e a me, chi, pagina dopu pagina,
scrivu 'nta tanti fogghi bianchi,
lu diariu di tutta la me vita.

Rita Vieni

DIARIO

In una solitaria stanza sto,
attenta guardo, dalla finestrella,
il cielo con le sue grosse nuvole
che leste cambiano di forma
e poi correndo si incollano.
Subito mi vieni di pensare
al tempo che sempre scorre
e a me, che, pagina dopo pagina,
scrivo nei tanti fogli bianchi,
il diario di tutta la mia vita.

Rita Vieni



Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


LA NATURA

Ascutu  la natura mentri tira lu ciatu. Mi sentu in armunia cu idda ‘nta ‘stu mumentu  di luci chi scinni tra li rami e ‘n terra cadi. Oh ,quantu è ginirusa, mi cunsula, nun mi faci sentiri sula! Schirzusi  raggi di lu suli mi toccunu, m’ accarizzunu, l’acidduzzi cantunu l’amuri, l’ acqua scurri ‘nta lu lettu di friscura. ‘Nta  ‘stu boscu ‘nviulatu,  tuttu è nicissariu. Sentu lu silenziu chi parla. Muta ci rispunnu.
Rita Vieni
LA NATURA
Ascolto bisbigli ,la natura parla. Sento in lei  armonia, luce filtra  tra rami, cade in nuda terra. Oh quanto è generosa, non mi lascia sola. Raggi giocano su pelle amandola. Il cinguettio degli uccelli, il rumore dell’acqua adagiata nel suo letto,  la vita presente ovunque. Qui tutto è importante. Una voce parla al mio cuore,
in silenzio le rispondo.
Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

IL TEMPO

Il tempo scorre, va via, nei respiri assonnati del mattino, nei riflessi rubati al sole, nel cupo borbottio di nuvole, negli ansiti della passione. Nei miei dì, compagno dolce, aguzzino crudele, in momenti ora eterni, rari lunghi frazioni di istanti. Il tempo, alleato prezioso,irrinunciabile, traccia un percorso, fatto di ostacoli, tornanti, rettilinei. L’oltre, sempre raggiunto. Artigiano incide, lascia scie, pozze scivolose, trappole, nasconde malattie di sensibili entità. E mentre un tic tac, uno scandire del tempo, visibile e inafferrabile, continua la sua corsa, senza arrestarsi, all’inseguimento di un traguardo, fine e inizio dell’umanità, tu lasci dietro, ammassi, visi, impronte di menti geniali, me stessa alla fine.Rita Vieni Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

MALINCONICA NEBBIA

Emergo dalla nebbia della malinconia, mentre intorno la vita muove fili invisibili, trame di dolore e gioia. Gira la ruota. Oh sorte incurante! A chi il dolore? A chi la gioia? Intanto mi preparo ed aspetto.Rita Vieni Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

L'ODORE DELLA PAURA http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=334107&t=odore+della+paura

Lo sento, striscia.
L’avverto, s’è insinuato.
Lo respiro, è dentro di me.
L’odore della paura,
s’è trasformato.
Adesso è paura,
artiglio gelido,
in pancia.
Avanza, mi blocca,
inchioda con acciaio,
devo rigettarla,
grido forte.
M’ha lasciata,
respiro stremata.

Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

ISTANTI DI NIENTE

Muove il tempo nello spazio dell’agire.
Occhi sofferti all’indifferente porsi,
in istanti di niente.
Nei sogni l’agire vagheggia,
l’onda cerebrale nutre attimi
agognati in respiri rallentati.
Niente muta corso di divenire,
né elementi né eventi, silente,
vivo tra tormenti ed emozioni.
Aspetto il sogno.

Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


LA CAMMINATA MATTUTINA

Mi sveglio ed è già mattina, con brio e energia, colazione e via. Jeans e scarpe, di volata, su per la strada  ed è" 'Na faticata"!. Incontro volti, sorrisi, abbraccio  il mondo e giro in tondo. Il viso al cielo che sorride  sereno, la natura incontro benevola, al passaggio s'inchina e rallegra. L’armonia e l’allegria un tutt'uno in compagnia. Stanca, affannata, rincuorata, torno a casa trafelata. Esclamo, in casa: " Che bella sudata"! domani, altra camminata, altra giornata.
Rita Vieni
 Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


TERRA MIA

Stasira penzu a la terra mia,
lu sangu mi scurri ‘nte vini,
‘na vuci chi si ‘ssumigghia,
a li tanti di cuscinziusi,
genti, brama.
Sugnu ‘na figghia di ‘sta terra
biniditta,lu me cori vidi
quantu è afflitta.
E’ terra di dulura e tristizza,
marturiata e arruvintata.
E’ terra ‘rrumiscata chi tanti
mani cercunu d’arraffari
e ruvinari.
Oh amara sorti!
Spiranza pi tia cercu povira
terra mia, matri di me matri!

Rita Vieni

LA MIA TERRA

Questa sera sei nei miei pensieri,
il sangue scorre velocemente,
la voce accomunata alle tante
che si alzano indignate.
Sono figlia di questa terra
benedetta, che è afflitta.
E’ terra di dolore e tristezza,
martoriata e infuocata.
E’ terra dove i tanti cercano
di arraffare e rovinare.
Oh che amaro destino!
Ricerco la speranza terra mia
Tu Madre che generi.




L'ADESSO

Assorta  nel presente, contemplo  il pensiero di un futuro  imminente. Assorbossorbendoe adesso, contemplando , colorate sensazioni,  non trascurando evasioni. L’io presente, ponte d’accesso, attraversato da piaghe che bruciano e disperdono in bocche di silenzio.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

NOTTI NIURA

Notti niura comu catrami,
nuddu chi varda ‘stu celu
senza disidirari.
Oh luna, di bedda rutunnula
facci, jetta ‘na scalitta pi la
chianata pi cu’ sapi amari.
Cca tanti disideri e pinseri
 chi la notti ‘mmuccia pi l’affidari 
 a ‘na stidda chi cadennu scinni 
a ‘ncuntrari lu solu di lacrimi
 e dulura.
Notti di vogghi e cunfortu ,notti,
unni l’ ummiri pigghiunu formi,
“Chi teni ‘nto mantu stiddatu”?
“L’amuri chi furria ‘n cerca di
 ‘nnamurati, pi s’ affidari a li 
spiranzi di cori furtunati”?
“Lu riposu pi li fatichi di
 campari  ‘nto munnu di vai e vucchi
 di sfamari”?
Prestu rispunnimi, prima di la luci
 di lu jornu.
 Ti 'spettu  stasira e tuttu 'ccumincia
'n' autra vota.

Rita Vieni

LE NOTTI

Nelle tante notti di buio totale,nelle tante notti di un quotidiano vissuto tra molti dubbi e interrogativi ,  si affidano i desideri, tramite stelle cadenti, su un suolo calpestato che raccoglie gioie e affanni, nella speranza di riscontri.
Dopo la notte, la luce del giorno, per poi ripresentarsi puntuale …

VECCHI RICORDI

Tornu arreri cu la menti, puzza di vecchiu
 e di muffa salutunu,tra ciati di ventu
 e li tanti scurdati mimorii. Dormunu i ricordi 'nte macchi  niuri  e bianchi stampati‘nta fogghi lucidi  sculuruti.
Ridu e cianciu, pi lu me passatu vulatu
 supra a l'ali di li tanti disideri.
Lu presenti è cca, lu vidu,pi la 
manu mi porta .

Rita Vieni

Vado incontro allo spigolo
dei ricordi, son sempre là, a dormire,
tra spifferi di venti, ragnatele
e puzzo di polvere.
Fra macchie di colore, spruzzate
di nero bianco, rido, anche se
a rallentatore.
Nel riso piango, asciugo lacrime
di gioia.
Adesso punto lo sguardo,
un sorriso risponde.
Sorrido alla vita.
Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


TI CERCO

Nelle onde del mare e nel cielo infinito ti cerco, nella terra che orma calpesta e nel mormorio di un ruscello che membra bianche bagna ti cerco. Nello scroscio di cascata incontaminata, nei prati che profumano del mondo antico ti cerco,  nel sole che riscalda luoghi bui dove  tenue raggio fa nascere  vita ti cerco. Ovunque, ovunque, ovunque io sarò
per sempre  tu, mia anima!
Rita Vieni


 Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

NEVE

Neve scende candida sull'oblio del silente pensiero. Albero vecchio e stanco dal peso di carichi umani, si piega muto. Nessun fruscio scuote l'apatia di un innevato  inverno di febbraio. Nè cielo, nè terra invocano pietà. Tutto è destinato a compiersi!

 Rita Vieni
 Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

GIORNO

Lasciati morire al tramonto per rinascere in nuovo ritorno,
giorno. Dopo notte di buio che silente  strisciante perfora gli occhi d'oscurità
pieni, brama intorno il nuovo
giorno. Gli umani pensieri galleggiano scontrandosi tra superfici sottili ove dolori, speranze e rancori, si mescolano in caos d’emozioni,
giorno. Imponiti tra brandelli di umani respiri, in luce e sospiri, nei misteri occulti,
nel principio di ogni giorno.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

NOTTI ( traduzione in italiano)

BUONA NOTTE
Notti tantu disidirata, chi arricrii  lu corpu, ti 'spettu svigghia pi salutari la miravigghia, di ‘nu scuru, chi àvi lu sapuri di lu meli . Notti, da lu ciauru chinu di vita chi mi 'nvita, ‘nto giru di ballu, attornu ‘na stidda chi 'ddumata ‘nto niuru celu, aspetta sulitaria cu’ si jetta ‘nte  so’ scuri brazza!
Rita Vieni
BUONANOTTE
Notte di desideri, avvolgi  corpo anelante di quiete e agi. T’aspetto vigile al far della sera, per accoglierti nella dolcezza. Notte, che effondi profumi, m’inviti in un giro brioso, guardando la stella solitaria che irradia luce e mi invita a perdermi al suono silenzioso, di un nero che inghiotte.

Rita Vieni
 Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.