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A SPASSO NEL TEMPO

Passeggi nel tempo  in una corsa al trotto
dove stremati cavalli s’accasciano.
Dipartono i silenzi si allungano le attese,
i riflessi cristallizzati s’infrangono
ai sogni.
Il muto avvolge ne l’impellicciato momento, nuvole di vapore
emessi senza proferire parole.
Da l’improvviso tenero germoglio uno squarcio,
fende l’uggioso  ed  ancora aurora nella primavera
d’un io arido d’amore.
Guarda il cielo sgombrarsi , ascolta il respiro,
d’un vivo e speranzoso oggi, cullato da visi,
d’anime che conoscono il dolore.
Nella perfezione gialla, il verde predomina, il rosso s’accende
il rosa della rosa canta inni corali.
Dimora nei sentieri che al tatto resistono, salta la corda e
sali su l’altalena d’infanzia.
Rifugio sia il bianco e nero d’inchiostro scolorito,
il foglio spiegazzato al profumo d’antico.
E sia! Il girotondo in cantilena ,
l’ombra del salice piangente,
l’onda spumosa scagliata contro
la roccia che scudo pone alla violenza
d’un liquido insidioso.
Alla dimora del dolore ritorna, ma sii
serena, l’approdo dopo la tempesta e sì dolce
quanto rifugio dai perigli e affanni, compagna
non più avversa ma benevola prende e conduce
nel prato di margherite gialle e papaveri rossi.
Lì aspetta nel silenzio dell’anima che ti ama.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.





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Rita Vieni

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Rita Vieni