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IO MADRE

Mi cerco tra queste mura, tra strade solitarie riecheggianti l’assoluto niente,
nel verde ondeggiante carico d’effluvi di rose e gelsomini, tra le fronde gremite
di verdi ciliegie: un nido pigola, una madre circonda in ali d’amore, per amore
sazia in vermi scalcianti.
Le madri invocano, pregano, genuflesse al cinico comando che d’eterno
cinge e detta: tiranno usurpa, chi mai distogliere vuole, occhi, cuore e mani.
Io madre, qui raccolgo memorie, sorrido al nido che mi nutrì, alle mani che
d’amorevole carezza mi fasciarono e lasciarono per volare e costruire.
Io madre, qui costruisco in abbandono senza elemosinare affetto sguardi carezze.
Io madre amo mia madre, amo come madre e di madre finire i miei giorni,
in consapevole imperituro testimone al futuro che nato da grembo, diventerà
madre.
Il sorriso dipinto in colori d’arcobaleno è colei che conduce alla luce del mondo!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



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Rita Vieni

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Rita Vieni