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MAGGIO

Costante e lento sull’amaca adagiato
il mattino si prepara al rito odierno.
Oh come vorrei bighellonare, al fresco
d’un giardino riposare!
Osservare, ascoltare, immaginare,
di maggio assorbire quest’arietta
fine e tiepida, appena strappata
ad un ritardato autunno che percuote
instancabile terra e animi.
Ora la luminosa luce, il sole che breccia
diventa e arroventa sassi e crepe, traccia
la scia e sulla riga il cuore mio s’apposta
e riprende la solita monotonia.


Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


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Rita Vieni

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Rita Vieni