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Visualizzazione dei post da Luglio, 2014

IL NIENTE E IL NULLA

E adesso mi siedo e parlo con il niente,
sorride e affonda i denti all'atavico,
nulla, dal bordo scosceso posto
a guardia di un fondo nullo!
Guardare, agire, procedere, nella
vita incedere.
Sbagli, orgogliosi amori, passioni, tu
nel respiro del mondo.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

IL MUSEO DEL VECCHIO

Al  museo del vecchio, a spasso invecchiati trine e merletti strappati. L’ipocrisia e l’invidia per mano si  pavoneggiano: bevono alla fonte  del veleno! Urge antidoto!
Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni

LUCE

Nel silenzio di uno spazio limite, ah qual dolce riposo, ombre derise! Alza gli occhi o tu che ami, guarda, in luce la veste del cielo!
Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


BINARI

Adesso, tutto immutato! Uguale come stantio,sempre uguale. Vecchia pellicola, solito film, la reazione non contraria alla noia. E il pensiero prosegue su binari  vecchi in cenere!
Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni

Siede dentro la notte a sospirare e invitare a correr le ore: ”Presto ho fretta,  domani m’aspetta un dì di diletto”! E la dolce fanciulla che sciolti i biondi capelli, aspetta il sogno divenir realtà: la sua vita a unire e coronare la favola di lieto fine! Nel buio giungere il sospirare della luna. E le stelle ancora a guardare!

Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

UMMIRA

‘N’ ummira muta chi mi ‘ssicuta, chi
mancia lu cori ‘ngrata, sentu!
Iò scantata, mi voto e scappu.
Mi talia, teni stritta, ‘nta ‘nu scuru
fittu e ‘nte magghi di lu scantu.
Oh distinu ‘ngiustu e mischinu!
Picchì ti ‘ccanisci cu mia? Chi fici?
Sugnu sulu ‘na fimmina chi vivi
a la luci di li sintimenti, anima
e carni!
Vogghiu la vita di tutti li jiorna,
lu suli chi mi tinci e la notti chi
mi ‘bbrazza, libira e grata.
Vogghiu la vita cu la so siti!

Rita Vieni

OMBRA

Un’ombra m’insegue, turba una serenità conquistata.
Cerco la salvezza nella fuga, mentre interrogo te destino.
Perché esisti?
Perché turbarmi alla luce di una serena esistenza?
Sono io, sono solo una donna che vive e ama, nulla ti chiedo vita!
Dissetami, alla tua fonte!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


RIFLESSO

RIFLESSO

Rifletto me stessa in acque tranquille.
Viver m’è dolce tra giorni di sole e
forti burrasche, tra scuri stellate e
riverberi di luce.
Amo il mio pensiero che naufraga,
nell’atavica dimora ,reggia di
perenni cari volti.
Nulla a turbare la quiete statica,
tomba e sepoltura di anime stanche
dal lungo peregrinare.
Dì di tormenti cessati, polvere
smossa, passi frenetici a dimora
in quel che ormai, culla passata.
Amo il riflesso di biondi capelli
macchiati di bianco, laccati al tempo
odierno.
Sono presente in ricordo di chiome
splendenti!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni

AMAMI

Amami ho fame d’amore!
Essenza, fuoco ardente, desiderio
prepotente, mani e occhi che cercano
al buio.
Amami in luce del crepuscolo,
nel sole di un mattino assonnato,
nell’alba di un sorriso sul cuscino
innamorato.
Le impronte si baciano nei respiri
che profumano di silenzi nella
fredda mano di un triste giorno.
Amami nulla chiedo, il vuoto senza
te m’uccide, inghiotte anima lacera
che al niente allunga le dita.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni

foto web

CIAURU DI VECCHIU A MIRTU

Ciauru di vecchiu ‘nta ‘sti vaneddi!
Caminu ‘nta ‘stu silenziu di ora e mi
ricordu li vuci di aieri.
Eppuru di anni ni passaru assai!
Sugnu cca, ridu a li vecchi facciati,
truccati e culurati pi ‘ngannari
lu vecchiu cu lu saccu, ma nenti ci
poti, ora crepi e ricordi, risati
e lacrimi, si ‘ssicutunu e ‘mmucciunu
‘ nta li purtuna, ‘nte finestri, ‘nta li
facci di la genti.
Ora ‘nta chiazza, lampiuna e panchini
tenunu cumpagnia a li ‘nnamurati
chi ‘ssittati, penzunu e costruisciunu
pinzeri culurati: lu silenziu
vecchiu talia la fini di la strata.

Rita Vieni

PROFUMO DI ANTICO A MIRTO

L’aria è piena di profumi, il respiro della vita adagiato su questa verde collina.
Le sue case, i vicoli e le contrade conservano l’aspetto di vecchi stanchi che si riposano al sole mentre aspettano il crepuscolo.
Le facce degli abitanti così come gli animi, recano tracce di antichi splendori, adesso solo il ricordo nei racconti che riempiono la piazza, negli abbracci degli innamorati in cerca del futuro, nel vuoto della solitud…

SILENZIU

Quantu silenziu ‘ntornu a me.
Cca, chi tanti pinzeri pi cumpagnia
tornu arreri pi la via, ‘ssittata 'nta
‘sti scaluna chi mi ricordunu li
tanti storii di lu me passatu.
Tra tempu vinciutu e pirdutu,arrivai
'ddritta, senza curriri.
‘Nta ‘stu mumentu di paci apparenti
mi 'ssettu filici, apru 'stu cori gratu
o' suli chi mi tocca, o’ ciauru di
l’ erba, a la carizza di la vita.
‘Nsiddata cu li ricordi ‘ntantu 'nta
‘sta muta aria, chi beni mi voli, taliu
'nta facci li mimorii e mi strinciu cu
lu tempu di oji.

Rita Vieni

Ascolto la voce del silenzio in un luogo di giochi di fanciulla e in sua compagnia, guardo indietro nel tempo, tutto scorre ineluttabile mentre respiro con la vita.
Mi pongo come spettatrice tra le vittorie e sconfitte, sempre grata .
Ma adesso in questo momento voglio godermi l’istante.

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.  — presso Mirto portale secondario della Chiesa dei Martiri, i Tre Santi Alfio…